"I gigli della memoria" di Patrizia Tucci presentazione nel festival della letteratura

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Giulianova | appuntamento al palazzo dei convegni kursaal sul lungomare

"I gigli della memoria" di Patrizia Tucci
presentazione nel festival della letteratura

Il testo sarà presentato dall'autrice e dall'editore sabato 4 maggio

di Laura Ripani

Copertina
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GIULIANOVA | Sabato 4 maggio l’autrice Patrizia Tocci presenta “I gigli della memoria”, che racconta i momenti vissuti durante e dopo il terremoto del 6 aprile 2009 nella città de L’Aquila. Torna la seconda edizione del festival nazionale della letteratura “Città di Giulianova” da giovedì 2 maggio fino a domenica 5 maggio. L'evento si svolgerà al palazzo convegni Kursaal sul lungomare. Per sabato 4 maggio alle 10 e 30 l’autrice Patrizia Tocci insieme all’editore Marco Solfanelli presenteranno “I gigli della memoria”, narrazione collettiva con postfazione di Paolo Rumiz, edizioni Tabula Fati.

LA SCHEDA DEL LIBRO | «Questo libro è nato attorno ad un desiderio: che restasse testimonianza della nostra vita di questi anni, durante e dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Nella prima sezione del libro, La banca della memoria, è contenuta una narrazione collettiva: 55 testimonianze raccontano le prime 12 ore della nostra seconda vita. Non è stato facile “estorcere” questi racconti: tutte queste testimonianze parlano la mia stessa lingua, quella dell’esilio. Ho cercato, in questo modo, di dare voce a una comunità dispersa, che ha perso i luoghi dell’incontro, il concetto di prossimità ma non la necessità, né il desiderio di condividere il “momento”, per cementare la speranza del ritorno. La seconda parte del libro, I gigli della memoria, vorrebbe invece dar conto del tempo successivo, fino ad oggi. La postfazione è affidata alla penna di Paolo Rumiz. L’ho accompagnato in Zona rossa, fra le rovine dell’Aquila. Volevo che vedesse quelli che per me già erano il simbolo della città: i gigli in ferro battuto, posti alla fine delle catene di ferro che sorreggevano i muri maestri dei palazzi aquilani. Resistono ancora, infatti, sulle pareti crollate. Ognuno dei 55 racconti è un giglio. Ogni testimonianza ha una foggia e una forma diversa. Ma hanno senso solo se ci sono tutte, e tutte insieme; se saranno ad ogni cuspide, ad ogni cantone di ogni casa, di ogni palazzo che verrà ricostruito nella nostra città e nei paesi limitrofi. I gigli — se lo vorremo fortemente — saranno di nuovo ancora sui muri delle case ricostruite, anche per coloro che verranno. A rendere testimonianza di coloro che non ci sono più, ma anche del nostro esodo, di un altro attraversamento. Di questa storia».

Martedì 30 aprile 2013

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