Risveglio albense replica all'assessore regionale Paolo Gatti sull'estraneità di Meco

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Alba Adriatica | IL MOVIMENTO AFFERMA «NOI NON SIAMO FANTASMI»

Risveglio albense replica all'assessore
regionale Paolo Gatti sull'estraneità di Meco

La volontà è portare avanti un progetto politico per Alba Adriatica

di Laura Ripani

Risveglio albense
Risveglio albense

ALBA ADRIATICA | Il movimento risveglio albense interviene sulle affermazioni dell’assessore regionale Paolo Gatti che ha dichiarato nei giorni scorsi l’estraneità sua e dei Fratelli d’Italia sulla candidatura a sindaco di Antonio Meco esponente del movimento Risveglio albense. «Non siamo fantasmi. Evidentemente la precisazione dell’assessore regionale Paolo Gatti sull’estraneità sua e dei fratelli d’Italia sulla candidatura a sindaco di Antonio Meco è dovuta alla momentanea ed impegnativa attività elettorale, che ha impedito di verificare sul sito ufficiale di “Fratelli d’Italia” e precisamente sulla pagina cerca un comitato di Alba Adriatica c’è il seguente indirizzo “comitato promotore" fratelli d'Italia centrodestra nazionale" via Trieste, 136 Alba Adriatica”, che, come ben sanno le locali anime vaganti e gli indaffarati candidati di territorio, non è indicativo di inafferrabili fantasmi, ma corrisponde ad una volontà popolare di portare avanti da mesi un progetto politico per Alba e di creare le premesse per una lista civica di riferimento culturale al centrodestra, ma lontano anni luce da quanti sono riusciti nell’impresa di essere allo stesso tempo giocatori in campo e di considerarsi di già indiscussi allenatori in panchina titolari di scelte prettamente locali» hanno dichiarato gli esponenti del gruppo Risveglio albense.

Gli esponenti del movimento civico hanno poi commentato l’attuale situazione politica. «Abbiamo l’età per ricordare la promessa di un’autostrada Roma Alba Adriatica, ma ci siamo ridotti a passare le giornate a contare le buche di una strada statale 25 che di buono resta soltanto il ricordo dell’anno di costruzione e la maestria unita alla bontà di chi l’aveva così ben realizzata. Abbiamo anche il coraggio di puntare il dito su faide prettamente familiari che nel passato si sono concluse con fruttuosa spartizione di potere e il perenne ripetersi di lotte intestine nel presente ha già portato a risultati scoraggianti nei Comuni di Isola del Gran Sasso e Martinsicuro. In queste righe troverete insomma una bussola con cui orientarvi quando nelle prossime settimane metterete becco all’interno di questa comunità che intende camminare da sola e scegliere liberamente la strada verso il futuro che ritiene più appropriata senza i bravi di manzoniana memoria agli ordini di risaputi don Rodrigo e Innominati mestieranti politici. Conosciamo il territorio e conosciamo i cittadini, conosciamo le regole del vivere civile e conosciamo i bisogni locali, conosciamo la vitalità degli animi e conosciamo le insofferenze dei cuori, conosciamo le possibilità e conosciamo le difficoltà, ma non vendiamo sogni ma solide realtà, né tantomeno ci importa avere un granaio teramano dietro le spalle con cui barattare la nostra autonomia e libertà» ha dichiarato Risvegli albense.

Infine, il movimento ha dichiarato «La politica non è stracciarsi le vesti per qualche onorevole o partecipare ogni tanto ai loro convegni, non è parlare in politichese stretto o riempire le pagine dei giornali con dichiarazioni volutamente studiate per essere comprese soltanto da una cerchia ristretta, non è tirare qualcuno per la giacchetta o promettere sempre l’apertura di “canali” preferenziali, non è annunciare ogni tanto la nascita di un “progetto” o frugare e rovistare tra le rassegne stampa per carpire un’intervista o una ricercata dichiarazione, ma giustamente la politica deve essere percepita come una verità trasparente la cui rivelazione deve essere sempre innalzata da un portatore sano di principi onesti e correttezza morale. Se poi la politica è una fabbrica di illusioni e un cretino qualunque, che viene eletto per grazia ricevuta, pensa subito di essere immortale, se poi diventa anche ministro o sottosegretario è persuaso di essere stato scelto da Dio, invece che dal popolo, ci faccia sapere il luogo sacro in cui pregare quest’unto del Signore. Sta solo a noi indicare come unica e necessaria prospettiva per Alba la costruzione di un edificio che abbia come pietra angolare la fiducia e il coraggio che potrebbe essere letta come un segnale di insofferenza per voi, ma rappresenta per tutti noi di Alba la decisa volontà di continuare un domani a pesare molto nel futuro di questo paese. Soprattutto perché non siamo servi di nessuno o seguaci di fumosi profeti».

Domenica 24 febbraio 2013

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