di Laura Ripani
TERAMO | Il coordinamento ciclabili abruzzo teramano aderisce alla rete per la mobilità nuova e annuncia la partecipazione il 4 maggio a Milano alla giornata per la mobilità nuova. «In Italia le opere pubbliche nel settore mobilità sembrano studiate per portare molto guadagno a pochi e pochi benefici per tutti. Milioni di pedoni,ciclisti, utenti del trasporto pubblico locale, pendolari regionali e forzati dell'automobile vengono abbandonati al loro triste destino: spostarsi tra mille disagi, nel migliore dei casi, morire di "mala mobilità" nel peggiore. Si continua a nutrire un sistema, quello autocentrico, che ormai è dannoso per tutti; si continua a perpetrare una logica, quella delle "grandi opere", che destina il 75 per cento delle risorse per il 2,8 per cento degli spostamenti di persone e merci» - si legge nella nota della rete delle associazioni.
Così per cambiare lo stato delle cose, decine di associazioni e centinaia di persone si sono date appuntamento il 4 maggio alle 14 e 30 alla piazza della stazione centrale di Milano per partire in corteo verso la piazza Duomo. Sarà una sfilata festosa per vantare il diritto di riappropriarsi degli spazi urbani, ormai destinati solo al transito e al posteggio delle automobili, e per chiedere al governo e alle amministrazioni un'inversione di rotta. Lo stesso giorno verrà iniziata una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che vincoli i tre quarti delle risorse statali e locali disponibili per lo sviluppo del trasporto pubblico e della mobilità non motorizzata.
Il gruppo di mobilità nuova è un paradigma di organizzazione e gestione dei grandi flussi di persone che impone il passeggio da un’auto centrica a una umano centrica. L’obiettivo è ridefinire i criteri di efficienza e le priorità assegnando un peso considerevole a indicatori fino ad oggi svalutati o probabilmente sottostimati quali: la sicurezza, la salute, la vivibilità, l’equità sociale, il territorio, il sistema dei trasporti ed altri temi ancora. «La richiesta è di riorientare le risorse pubbliche concentrando la spesa nelle aree urbane dove si concentra la domanda di mobilità e avviare un ripensamento del settore dei trasporti, sostenendo attraverso scelte strategiche le persone che quotidianamente si muovono usando i treni locali, i bus, i tram e le metropolitane, la bici e le proprie gambe» hanno dichiarato gli esponenti del gruppo.
Mercoledì 1 maggio 2013
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