La complessa opera "L'arte della fuga" andrà in scena nella Basilica Cattedrale di Teramo

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Teramo | parteciperanno anche i detenuti del carcere di castrogno

La complessa opera "L'arte della fuga" andrà
in scena nella Basilica Cattedrale di Teramo

Il concerto e l'opera di Bach è in programma per il 5 aprile alle 21

di Laura Ripani

Cattedrale
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TERAMO | Si svolgerà venerdì 5 aprile alle 21 il concerto “L’arte della fuga” nella Basilica Cattedrale di Teramo. L’evento sarà visto anche dai detenuti della casa circondariale di Castrogno nello stesso giorno alle 10.

L’arte della fuga è un opera incompiuta del grande Johann Sebastian Bach. La composizione è cominciata poco dopo il 1740 e la pubblicazione risale al 1751. Si tratta di una raccolta di sperimentazioni virtuali sul contrappunto, una composizione molto articolata su questa particolare tecnica. L’opera è composta da quattordici fughe e quattro canoni. L’opinione comune è che sia una delle composizioni più complesse ed in generale l’opera è ritenuta una dei vertici più alti che la musica abbia mai visto. L’arte della fuga è stata scritta su una partitura che non contiene indicazioni precise sugli strumenti musicali da utilizzare, ma si adatta chiaramente all’estensione su strumenti a tasti quali il clavicembalo e l’organo. L’esecuzione è idonea solo ad esperti del settore con particolare attitudine verso la musica contrappuntistica, in quanto la composizione dal punto di vista tecnico è molto difficile. In ogni caso, l’opera è stata riproposta con molti gruppi di strumenti tipo il quartetto d’archi, il quartetto di viole da gamba e piccola orchestra. Probabilmente Bach l’aveva pensata proprio per combinarla in modo differente. Altri esecutori l’hanno eseguita con il pianoforte e la fisarmonica.

Vista la complessità dell’arte della fuga, Hans Eberthard Dentler teorizzò che nel componimento si nascondevano dei principi filosofici pitagorici. L’ipotesi si fonda sulla conoscenza che Bach aveva con Gesner che gli impartì lezioni di filosofia greca ed in particolare sul pensiero di Pitagora. Così Dentler pensò che l’opera nasconde un enigma nel senso classico di un puzzle contenuto nella sua struttura che si articolerebbe secondo dei rapporti numerici e filosofici di unità. Mentre nel nome scelto per il testo, è stato individuato il termine “fuga” interpretandolo come “volo” inteso come riferimento alle frasi musicali e all’ascesa dell’anima a Dio.

Mercoledì 13 marzo 2013

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